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13 giugno 2009
Pasolini .. quanto ci manchi!
L'Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo.

Pier Paolo Pasolini
Vie Nuove n. 36, 6 settembre 1962


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21 maggio 2009
Berlusconi a casa!!
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        <a href="http://www.mobilitanti.it/dettaglio/109970/presidente_fatti_processare_scrivi_a_berlusconi_diffondi_e_aderisci_alliniziativa" target="_blank">
    <img src="http://www.mobilitanti.dol.it/imagesfe/premiercorrotto_s_bis2184_ico.jpg"/>
    </a><br>
        <p>
            Presidente fatti processare! Scrivi a Berlusconi! Diffondi e aderisci all'iniziativa
        </p>
    </div>

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14 maggio 2009
Gli immigrati ________

1912 Congresso degli Stati Uniti - Rapporto sugli immigrati  _ _ _ _ _ _ _ _

“Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano anche perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno e alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi o petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti fra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare fra coloro che entrano nel nostro Paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali. Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione ”.


Indovinate la parola mancante... 2009.. la memoria non esiste, e un Paese senza memoria è destinato alla decadenza.



13 maggio 2009
Ammazza P2P in Francia

Tratto da repubblica.it , zambardino.blogautore.repubblica.it

"Brutte notizie per chi “scarica” film e musica, in Francia arrivano le sanzioni penali e la sospensione del servizio, cioè della possibilità di connettersi ad internet come “pena” per i “pirati”. Lo ha deciso ieri l’Assemblea nazionale. Ed è possibile che in Italia qualcuno voglia seguire l’impostazione di Parigi: questo sembra essere l’orientamento che viene portato all’interno del comitato tecnico contro la pirateria istituito presso la presidenza del consiglio italiana.

Il parlamento francese  ha approvato ieri sera la legge che va sotto l’acronimo Hadopi (qui Le Monde - in francese). Pur se con una maggioranza inferiore a quella prevista, perché almeno 44 deputati tra quelli che sostengono il governo non l’hanno votata, la legge più discussa degli ultimi tempi è passata con 296 voti a favore contro 233. Il partito socialista, che è all’opposizione, ha annunciato già che si rivolgerà alla Corte costituzionale perché esamini questo testo “assurdo e inapplicabile”. Ma intanto la “Hadopi” oggi è legge dello stato francese (il testo - in francese).

Ecco in cosa consiste.

“Sanzione graduata in tre stadi” - Hadopi sta per  Haute Autorité pour la Diffusion des Œuvres et la Protection des Droits sur Internet. Si tratta cioè di una autorità indipendente che viene istituita e che, una volta individuato l’utente che “scarica” illegalmente opere dell’ingegno, lo farà oggetto di un’azione in tre tempi: 1) una comunicazione via mail, in cui si rende noto che il comportamente dell’utente è stato individuato e lo si invita a cessarlo; 2) una lettera raccomandata che ripete in modo definitivo l’ingiunzione; 3) la disconnessione dalla rete internet. A questa sanzione si aggiungerà poi quella amministrativa. Per giunta l’abbonato colpito dovrà pagare il canone al provider per tutto il tempo di durata della sanzione, cioè anche mentre non usa la rete perché è stato privato dell’accesso.

Un dibattito nazionale, un conflitto internazionale - La legge Hadopi tuttavia non è una questione di destra e sinistra contrapposte. Si sono detti favorevoli al disegno anche attori e registi come Michel Piccoli e Luc Besson e gran parte dell’industria dell’intrattenimento è schierata a difesa dei propri diritti e contro i “pirati”. E tuttavia c’è una dimensione internazionale, europea, del problema che promette ulteriori evoluzioni.

Proprio pochi giorni fa la discussione sul “pacchetto telecom” (un gigantesco provvedimento che riformula 5 direttive sulle telecomunicazioni), in sede di parlamento europeo, si è chiusa, poco prima delle elezioni, con l’approvazione del cosiddetto emendamento 138 e il blocco dell’intero pacchetto.

Qual è il problema? Sta proprio nell’emendamento 138, che stabilisce una linea di principio: la connessione internet è un elemento di manifestazione della libertà di pensiero e non può essere in alcun modo fatto oggetto di sanzione di legge. Per intendersi: i sostenitori dell’Hadopi e difensori ad oltranza del diritto d’autore hanno definito questo testo: “emendamento salva p2p”, e intendevano dire: salvapirati.

Che qualche problema si ponga lo dice anche però il sostegno all’emendamento da parte di un fronte di giuristi e di blogger non immediatamente identificabili con posizioni estreme. Guido Scorza è uno di questi e nel suo blog, stamattina, parla di un “dibattito ai confini dell’Europa”. Dice a Repubblica: “E’ davvero assurdo che vi sia la pretesa di svolgere questo tipo di battaglia a livello locale e nazionale, mentre abbiamo a che fare con un mercato senza confini”. E nel suo blog aggiunge: “la decisione di approvare l’Hadopi non tiene in considerazione il pronunciamento che vi è appena stato in sede europea in favore della libertà d’espressione”.

Cosa c’è dietro i timori e le opposizioni a Hadopi? Semplice: per poter individuare chi sta scaricando è necessario che vengano svolte indagini che “entrano nel merito” di tutto il traffico internet che viene scambiato dagli utenti - nella legge francese ad opera delle forze di polizia, ma è già successo “altrove” che investigatori privati lo facciano su incarico delle industrie del settore. Tra le tecniche adoperate per farlo vi sono software che di fatto “frugano”, materialmente (il famigerato DPI che sta per Deep Packet Inspection) in ciò che le persone scrivono, trasmettono, ricevono. Insomma non è solo una questione di arte minacciata dai pirati…"

E ancora dal blog di Guido Scorza, ecco il video in cui Jacque Attali , scrittore, politico ed economista francese, definisce “liberticida e inutile” la legge appena approvata

http://www.youtube.com/watch?v=iHg8X47fXv4&eurl=http%3A%2F%2Fwww.guidoscorza.it%2F&feature=player_embedded


Pericolosissimo segnale di una crociata liberticida che può portare alla distruzione dell'unica fonte rimasta libera alle menti critiche del mondo occidentale!

Cessione alle multinazionali discografiche, monopoliste di musica e film, aiutano i governi a limitare le libertà individuali e ad intrufolarsi negli affari proprio di ogni cittadino. Se questa non è una misura liberticida e spaventosamente pericolosa..




10 maggio 2009
Dall'universale al .. provinciale


Sugli ultimi fatti avvenuti nel Tirolo del Sud

Che la provincialità della nostra cara autonoma aiutasse ad offuscare la mente nella panciuta opulenza, era chiaro da mo', ma che rendesse pure campanilisti oltre tollerabile simpatia per i molli cervelli provinciali, e miopi al limite della cecità geopolitica fin pure a dimenticarsi di vivere nell'Europa Unita dei 27, senza più confini nè barriere, con la moneta unica e il calendario aperto sull'anno del signore 2009, è novità.
Novità che risulta di una tristezza di langeriana memoria (tanto per polemica: l'intelletto tirolese migliore degli ultimi tot anni, a cui è scandalosamente intitolato un ponte ciclabile dietro al lido - e questo dice già troppe cose che non vorrei) per un povero illuso che, nota autobiografica, si è convintamente fatto un anno di Erasmus in Germania, crede negli ideali dell'autodeterminazione dei popoli (quelli famosi wilsoniani di cui ci si fece un baffo nel '19) all'interno di un mondo senza nazioni e nazionalismi, figurarsi provincialismi etnicofrenici..
Mi assale un non so chè di sconforto a pensare che dei miei coetanei (22 ndr) sfilino in parate simil-naziste inneggiando all'autodeterminazione del "Los von Rom", in costumi carnevaleschi e non sappiano nemmeno che al loro fianco, contro gli artistico-storici bassorilievi del duce, stiano marciando parecchi "ex"-nazisti. E mi terrorizza, anzi, con la nuova dizione mi «combattetizza per la libertà» - sarà giusto no? - dover constatare la bassezza dei nostrani politici paffutelli con le coscienze volte alla poltrona o all'urna anzichè al bene comune.

Dimenticavo, il vero residuato è proprio il bene comune, abbattetelo, oscuratelo! Per fortuna me ne sono ricordato. Viva il mio campanile, morte a quegli str.. dell'isolato oltre il marciapiede! Autodeterminazione!

--
Alessandro Huber
Europeo


Lettera inviata al quotidiano "Alto Adige"



8 maggio 2009
Il carpooling

Sicuramente i più sono al corrente di cosa sia il carpooling, ma va sempre bene ricordare il significato di questa parola e di questa vera e propria filosofia non ancora debitamente diffusa nel nostro paese; in italiano il "carpooling" sarebbe la condivisione dell'auto, ovvero l'accordo fra lavoratori, studenti, viaggiatori in generale che mettono a disposizione la propria auto di persone in cerca di un passaggio verso la stessa destinazione o una tappa intermedia. Risultato? Meno traffico e auto circolanti (al posto di 5 macchine con un passeggero/guidatore da -esempio- Milano a Torino, una macchina con 5 passeggeri), meno inquinamento, più risparmio (le spese del viaggio si dividono).

Più semplice di quanto sembri, grazie ad appositi siti internet / bacheche online come

www.trasportiamoci.it

Ho voluto esordire così, perchè sono questi piccoli grandi passi di civiltà che possono cambiare un Paese invece di tante chiacchere.

A presto 

sfoglia maggio